JoyCoonVeniceAllevamento Amatoriale di Monica 
& Chiara

L'OSSERVATORIO ITALIANO HCM FELINA intende coordinare e standardizzare la raccolta di dati clinici, genetici ed ecocardiografici in Italia con lo scopo di elaborarli e fornire, per la gestione dell’ HCM, linee guida condivise sia dai medici veterinari che dagli allevatori.

La cardiomiopatia ipertrofica (CMI o HCM) è una malattia cardiaca primitiva trasmessa geneticamente con modalità autosomica dominante ad alto grado di penetranza in rapporto con l’età.
Sia nei felini che nell’uomo l’HCM ha espressività variabile, con comparsa delle caratteristiche cliniche ed ecocardiografiche tipiche più frequentemente dopo la completa maturità sessuale.

Per queste sue caratteristiche, nonostante i miglioramenti e gli sforzi diagnostici, esistono ancora oggi importanti controversie riguardanti la sua diagnosi precoce , l’eziologia, la storia naturale ed il trattamento.

 

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Il Pedigree (certificato di iscrizione ai libri genealogici) è l'unico documento attestante l'appartenenza di un cane o un gatto ad una determinata razza in cui compaiono anche i suoi avi.

L'unica associazione felina, autorizzata a detenere il registro di libri genealogici in Italia è l'A.N.F.I (Associazione Nazionale Felina Italiana).

Un gatto, per essere definito di razza, deve avere il pedigree. La presenza del pedigree, in quanto tale, però, non determina la bellezza e attinenza allo standard di un gatto, per tanto, è necessario che venga fatto un lavoro di selezione genetica e morfologica. La selezione sulla razza è un lavoro che spetta agli allevatori e viene fatto attraverso uno studio approfondito dello standard, ma soprattutto con la partecipazione alle esposizioni feline. Le mostre infatti, non sono un mero divertimento, ma una necessità per chi è intento a migliorare la razza. La partecipazione alle esposizioni feline è infatti l'unico modo per verificare i progressi avuti nel lavoro svolto nella selezione di soggetti sempre più attinenti allo standard, e quindi, sempre più perfetti nell'estetica e nel carattere: durante una mostra, infatti, si ha un confronto con il lavoro dei colleghi allevatori e una valutazione esperta da parte di giurie internazionali. Si conosce lo standard nella sua parte pratica, e non più teorica, infatti, è fondamentale, nel bramare la perfezione, osservare soggetti di alta qualità, per cercare di sviluppare le stesse caratteristiche con le proprie linee di sangue.

La genealogia è appunto il frutto del lavoro di un allevatore, per tanto, non possiamo trovare un cucciolo di alta genealogia a casa di un privato.

Il costo di un cucciolo è determinato soprattutto dalla selezione, quindi, se un allevamento non è impegnato nel miglioramento della razza, ma è interessato solo alla vendita dei cuccioli, diffidate.

Sul pedigree viene riportato l'albero genealogico dell'animale fino a diverse generazioni indietro e viene così tenuta traccia della sua linea di sangue.

In breve: il pedigree è l'unico documento in grado di attestare l'effettiva appartenenza del nostro amico quadrupede alla razza dichiarata. Senza questo documento un gatto o un cane, non può essere considerato di razza.

All'atto dell'acquisto quindi il pedigree ci tutela contro le truffe. Viene sempre ceduto insieme al passaggio di proprietà, che è un documento che dichiara che il gatto passa dalla proprietà dell'allevatore a quella dell'acquirente. Perché allora non si fa sempre il pedigree? Molto spesso non sono motivi onesti. Le associazioni feline rilasciano il pedigree solo ad alcune condizioni, volte a tutelare la salute dei riproduttori ma che tutelano anche l’allevatore. Per poter registrare un cucciolo presso il Libro delle Origini è necessario che entrambi i genitori siano stati registrati a loro volta ed abbiano quindi il pedigree, e che siano provvisti del “certificato di eccellenza” ottenuto partecipando ad una expo felina. I privati di solito non seguono le regole delle associazioni e le nascite non vengono regolamentate né controllate. Molto spesso fanno riprodurre gatti da compagnia, quindi gatti che non sono stati ceduti a questo scopo e non adatti alla riproduzione o, ancora più spesso vendono cuccioli privi di pedigree perché figli di gatti a loro volta privi di pedigree: a questo punto la truffa è evidente. L'assenza di pedigree deve essere un campanello d'allarme che deve indurre a mettere in discussione l'allevamento o il privato. L’assenza del pedigree va sempre denunciato sia per non essere truffati ma anche per non alimentare un eventuale commercio scorretto di cuccioli o lo sfruttamento delle fattrici. Non è il costo del documento ad incidere sulla differenza tra cucciolo con o senza pedigree!!!! Se il cucciolo senza pedigree viene da un privato, che non è interessato alla selezione della razza e quindi non è iscritto ad alcuna associazione, non partecipa alle mostre e non deve supportare costi diversi rispetto a quelli alimentari e veterinari, allora è comprensibile che il cucciolo verrà venduto ad un prezzo decisamente inferiore. Tuttavia è importante sottolineare che anche un privato non iscritto ad alcuna associazione felina può comunque fare richiesta di pedigree per i suoi cuccioli: basta essere in possesso di riproduttori con regolare pedigree aperto alla riproduzione e contattare l'associazione che ha rilasciato il pedigree dei genitori per denunciare la nascita dei cuccioli e quindi richiedere i pedigree.

Il pedigree è l'unico documento che attesti che il vostro cucciolo è di razza: un gatto privo di certificati che ne attestino l'effettiva appartenenza alla razza non può, nell'ambito delle associazioni e in ambito giuridico, essere considerato di razza.

 

DLG 529/1992: ART. 51

“La vendita di animali di razza senza pedigree è vietata per legge. DLG 529/1992: ART. 51. È consentita la commercializzazione di animali di razza di origine nazionale e comunitaria, nonché dello sperma, degli ovuli e degli embrioni dei medesimi, esclusivamente con riferimento a soggetti iscritti ai libri genealogici o registri anagrafici, di cui al precedente art. 1, comma 1, lettere a) e b),e che risultino accompagnati da apposita certificazione genealogica, rilasciata dall’associazione degli allevatori che detiene il relativo libro genealogico o il registro anagrafico.2. È ammessa, altresì, la commercializzazione di animali di razza originari dei Paesi terzi, per i quali il Ministro dell’agricoltura e delle foreste abbia con proprio provvedimento accertato l’esistenza di una normativa almeno equivalente a quella nazionale. Alle stesse condizioni è ammessa la commercializzazione dello sperma, degli ovuli e degli embrioni provenienti dai detti animali originari dei Paesi terzi. Non sono ammesse condizioni più favorevoli di quelle riservate agli animali di razza originari dei Paesi comunitari.3. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque commercializza gli animali indicati nei commi 1 e 2 in violazione delle prescrizioni ivi contenute è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 10.000.000 a L. 60.000.000.

Allo stesso tempo è fatto divieto a livello europeo di vendita di cuccioli con pedigree nei negozi d'animali, per tanto, un negozio d'animali non è autorizzato alla vendita di animali di razza.”

 

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